Le precedenti esperienze fatte in Kenia e in India come operatore sanitario odontoiatrico, mi avevano portato a pensare che i bambini di quelle nazioni, pur vivendo in condizioni disagiate non erano meno felici dei nostri, e tutto ciò mi ha fatto rifettere sui parametri che noi applichiamo per defnire " il benessere". Dopo l'esperienza che ho appena terminato in Romania, a Shiget, non posso dire altrettanto. Qui i bambini, almeno quelli con cui sono venuto a contatto, non sono felici, e se possono godere di una certa serenità, lo devono a religiosi Italiani che hanno creato effcientissime strutture di accoglienza, e a volontari sempre nostri connazionali che si prodigano per alleviare le sofferenze fsiche e psichiche di questi bambini. Strana nazione la Romania. Annovera un ceto medio praticamente come il nostro, con un buon tenore di vita a cui fa da contraltare un ceto povero o che comunque arranca giornalmente per sbarcare il lunario. In questa situazione di disagio si fa strada una pericolosa minaccia per la salute mentale: l'alcolismo, che colpisce indifferentemente uomini e donne, il quale unito alla disaffezione verso i fgli, produce effetti devastanti.Molti bambini, praticamente tutti quelli che ho curato, vengono abbandonati dai genitori, come se si mettesse fuori casa un ospite sgradito. Sono venuto a conoscenza di storie di una atrocità inaudita rivolta verso bambini (fgli!!!!!!), che per noi italiani, mammoni, aggrappati alla casa dei genitori fno ad oltre trentanni, bamboccioni, come qualcuno recentemente ci ha defniti, sono cose inconcepibili. Non posso e non voglio scendere in particolari, ma credetemi, Hitler era davvero un dilettante. Fortunatamente il diavolo non è così brutto come lo dipingono, perchè ho conosciuto personaggi

straordinari che giornalmente si dedicano a questi piccoli esseri che chiedono solamente di vivere nel rispetto della loro dignità. C'è un gruppo di suore, di cui tre italiane, che offre accoglienza a ragazze madri e giovani donne al di sotto dei 20 anni insegnando loro varie attività, tra cui l'uso del P.C. per avviarle al lavoro.Una scuola materna con oltre 50 bambini e un doposcuola con oltre 100 presenze giornaliere. Inoltre al loro interno offrono assistenza medica pediatrica e odontoiatrica, grazie a due ambulatori suffcientemente funzionali.Oltre 200 bambini usufruiscono giornalmente del servizio mensa. Inoltre Padre Filippo, un frate cappuccino di Scandiano (RE),oltre a svolgere la sua attività pastorale,dirige un oratorio che è punto di raccolta di tanti giovani ed è un coordinatore di quelle che vengono defnite Case-Famiglia. Sono case in cui 2 genitori, accolgono e si fanno carico totalmente, della crescita di ragazzi che sono stati rifutati dai genitori, fno all'ottenimento di un diploma scolastico e di un successivo lavoro. Noi siamo stati ospiti di una casa -famiglia che accoglieva circa una decina di ragazzi oltre ai fgli naturali della coppia, e abbiamo notato una grande armonia all'interno del gruppo. Credo che ci sia una partecipazione economica anche dello stato nel mantenimento di questi ragazzi, ma è inutile dire che a dirigere un gruppo del genere, con tutte le implicazioni materiali e psicologiche ,ci vogliono attributi con i controfocchi.Comunque, c'è un elemento che rende possibile il successo di queste strutture, ed è la voglia spontanea e naturale di questi ragazzi di appartenere a qualcosa che a loro è mancato: la famiglia. Esiste anche un "Centro Maternale" che accoglie bambini piccolissimi e medi, ai quali viene fornita tutta l'assistenza di cui necessitano. C'è anche un settore destinato alle ragazze madri che possono vivere con il loro bambino in camerette singole. E' una struttura molto dignitosa in cui si avverte la capacità da parte del personale di fornire quel calore umano di cui ogni bimbo ha bisogno per crescere.L'associazioe italiana SOS BAMBINI ha fatto molto per loro e provano profonda gratitudine. I denti? Un disastro. Abbiamo lavorato tantissimo con questi bambini, sopratutto, abbiamo conquistato la loro fducia e non è poco se si pensa che sono tutti bambini che in qualche modo sono stati traumatizzati.C'è ancora molto da fare, sopratutto garantire una continuità di trattamento con presenza almeno 3 volte l'anno. Ce l'hanno chiesto con insistenza. Un ultima nota riguarda l'elogio ad un gruppo di ragazzi di Scandiano capitanati da una insegnante di nome Betty che hanno deciso di impegnare le vacanze natalizie facendo gli animatori all'oratorio di Padre Filippo, e alla mia compagna Concy che in questi viaggi umanitari, mi segue e rende possibile la mia attività assistendomi in ambulatorio (e sopportandomi) Chapeau!

Maurizio Pianella.