Sighet? Non sarà un'avventura
No, non sarà un'avventura, questo lavoro è fatto anche di poesia. Parafrasando Lucio Battisti, anche se non letteralmente, ho voluto dare un titolo alla mia terza missione Rumena a Shighet, forse la più ricca di emozioni, ricevute dai bambini:Non sò se siamo riusciti a dare altrettanto, ma questa volta ho avuto l'impressione che in un piccolo anfratto del cuore di questi bimbi abbandonati ci sia il logo dello SMOM e forse anche le nostre facce. Per chi non lo sapesse, la nostra associazione ( SMOM, appunto), su richiesta del gruppo di volontari di SOS Bambini, si è fatta carico di promuovere la salute orale dei bambini ospiti degli orfanotrofi e delle case-famiglia di sighet, città situata nel nord della Romania, che, in armonia con il resto del paese, si trova a dover affrontare (con scarsi mezzi, ma buona volontà) il gravissimo problema dell'infanzia abbandonata a causa di un concetto assai labile di famiglia, ma sopratutto per le conseguenze dell'alcoolismo (piaga diffusissima) che si riflettono sulla società producendo danni a cascata.
In prima istanza mi verrebbe da dire che sui bambini il danno risulta essere maggiore, ma forse è solo più evidente, in quanto gli adulti ,se non sollecitati, adottano delle contromisure per fornire una parvenza di normalità, mentre tra i piccoli il disagio mentale è assai diffuso.
Abbiamo raccolto testimonianze di bambini che per diversi mesi,sono stati costretti a vagare di notte in mezzo alla neve, sospinti da madri che preferivano la vodka e altri divertimenti, bimbi che a dieci anni SMETTONO di fumare perchè finalmente trovano una casa-famiglia che li adotta,( in cartella clinica avrei dovuto scrivere: ex fumatore) altri che arrivano a 18 anni senza istruzione e con gravi disagi psichici a causa della convivenza forzata con malati di mente.Esiste purtroppo anche un gruppo di ragazzi di 20 anni dal destino incerto: sono sieropositivi per il virus HIV contratto con le vaccinazioni infantili. Sono sotto trattamento con farmaci retrovirali e si trovano in uno stato di allerta continuo. Non trovano dentisti in città disposti ad occuparsi di loro. Lo abbiamo fatto noi.
Il numero di bambini problematici è molto elevato e aggiungo anche imbarazzante, per chi come noi doveva convincerli a farsi curare le carie, ma questa volta al team classico ( composto da me e Concy, la mia fidata compagna e assistente) si è aggiunta Barbara Marini, assistente di Reggio E. che con professionalità e bravura è riuscita ad appianare ogni ostacolo consentendoci di lavorare con continuità e profitto. La sua presenza al nostro gruppo ha fornito quella dose di serenità che a volte manca quando si lavora in condizioni di semi-precarietà e quell' ottimismo necessario a combattere la stanchezza, gli strumenti che non funzionano, la corrente elettrica che scompare.I suoi sorrisi e la sua umanità ci sono stati preziosi.
Un altro elemento che ha contraddistinto questa missione è stata la spontaneità con cui i bambini si sono presentati in ambulatorio; e' un segnale di fiducia che ci siamo conquistati sul campo anche grazie agli interventi del dott. Specchiarelli e del dott Rivaroli, il cui passaggio, nei mesi scorsi, ha indubbiamente lasciato una traccia positiva.Vedere ragazzi e bambini presentarsi senza genitori e chiedere di essere visitati, per risolvere un problema dentale dimostra che non sono state prodotte le solite fobie e ansie legate alla figura del dentista.
Questa missione si è anche arricchita della presenza del dott. Manlio Cornia, cardiologo, pneumologo, internista, già primario ospedaliero, che portando con sè alcune attrezzature e utilizzando l'ambulatorio pediatrico situato nel convento delle suore Benedettine, si è messo a disposizione della comunità facendo visite specialistiche complete di ecg e spirometria a 85 persone, individuando anche situazioni cliniche interessanti, ma sopratutto sensibilizzando gli utenti ad uno stile di vita corretto o sollecitandoli a contattare altri specialisti del luogo. Fà ancora piacere vedere che esistono medici che nonostante l'esperienza accumulata in 40 anni di servizio, conservano la passione dei puri e accettano di percorrere duemila km perchè qualcuno ha bisogno di loro. Gratis e accollandosi le spese.
Il luogo dove avvengono le nostre attività è un convento retto in maniera magistrale da 3 suore italiane: suor Giuditta, suor Luigina e suor Bianca, coadiuvate da altre tre suore rumene di cui non ricordo il nome.
Altezza media sotto il metro e quarantacinque, (e non scherzo), ma con una forza interiore che spaventa me che supero il metro e novanta. Lottano ogni giorno perchè gli oltre cento bambini che accolgono nella loro struttura,e che provengono da situazioni disagiate, crescano con il senso della famiglia,e sappiano che cosa è l'amore, il propellente più importante per migliorare il mondo.
Il regista di tutto questo è Padre Filippo,un frate di Parma che si è sempre dedicato ai ragazzi e a sighet ne ha raccolti tanti dando loro una possibilità di vita. Nessuno l'ha mai buttata.
No, non sarà un'avventura. Nel senso che non ci rechiamo a sighet per caso, abbiamo un obiettivo, un progetto, che è quello di abbassare l'incidenza della carie, ora molto elevato, a livello dei paesi come il nostro.
Loro ce la mettono tutta e ci chiedono di non lasciarli soli. Noi non ci tireremo indietro.
Maurizio Pianella.