Anisoara Remus Romolus Anton Valentin Strugurel Claudius Norbert Zolten Aurentia Malina Dodo Renata
La Casa di strada iuliu maniu è grande, è molto bella e ha un giardino, poco curato ma ce l’ha. A differenza dei bambini che abitano nella via i bambini di questa casa hanno un’altalena, uno scivolo, un piccolo trattore, una piscina di palline, tante costruzioni, tanti pentolini e molto spazio per giocare. I bambini della casa hanno molte educatrici che si prendono cura di loro. Queste donne hanno casa, marito, fgli. Queste donne si confrontano con i regolamenti della casa, gli orari della casa, le mansioni, i controlli e con la patologia dei bambini. La loro ricchezza è la capacità di accogliere i bambini per quello che sono, con tutte le loro caratteristiche, offrendo loro delle regole semplici, strumento effcace contro la minaccia dei comportamenti patologici dei bambini. Questo è il minimo, le condizioni basilari, senza le quali una casa con 13 bambini con ridotte abilità sociali non potrebbe esistere, Quasi tutti i bambini hanno affetto per queste donne. Esse per molti di loro sono casa, riferimento sicuro, riparo, consolazione. E’ importante che esse siano forti, ai loro occhi, autorevoli, sicure del proprio agire, consapevoli di ciò che accade. Da qui la necessità di una estrema umiltà e discrezione da parte di chi va ospite in quella casa per suggerire delle modalità di confronto con le esigenze dei bambini.
Si può lavorare sull’organizzazione degli spazi ed è auspicabile la costruzione di nuove stanze. Si può lavorare sull’organizzazione della giornata. Si può lavorare sulla rivalutazione del lavoro delle educatrici. Si può permettere ad Eva di esercitare la propria autorevolezza in quanto coordinatrice della casa. Si può costruire il pensiero di casa da opporre a quello di servizio pubblico-luogo di lavoro. Andrebbero ricavate nuove stanze e affrontata seriamente la questione della manutenzione. Vanno pensate soprattutto quelle comodità che trasformano la pratica dell’igiene personale da obbedienza a una necessità a fonte di benessere, appagamento, certezza che è casa ( facile accesso ad asciugamani, saponi, calore, tappetino, tenda per la doccia, pavimento asciutto, specchio, pettine, vestiti). C’è bisogno di alcune cose materiali. Tre bambini almeno hanno bisogno di occhiali e uno di apparecchio acustico.
I pannoloni non sono suffcienti a garantire la cura della propria persona a diversi bambini. Non ci sono abbastanza tovaglioli. La frutta e la verdura cruda non ci sono. C’è casa, e va rafforzata. Ringrazio le educatrici, per la loro disponibilità ad accogliere, mettersi in gioco, a confrontarsi. Le ringrazio anche per la loro lezione di stabilità opposta ai comportamenti destabilizzanti dei ragazzi. Quando si ha a che fare con il calderone dell’insuffcienza mentale la questione nella mia pratica di lavoro è no stie o non vuole? Io intanto l’offerta gliela faccio.. Qualche cosa a Sighet è accaduto, incluso il fatto che non sono ancora riuscita a riordinare gli appunti e i pensieri.........
Marcella, agosto 2008.