- Storia dei progetti per Sighet
- La Scoperta di Sighet
- Il materiale inizia ad arrivare
- Aprile 2007 - dopo un anno di lavoro...
- Estate 2007
- Aprile 2008: Resoconto del viaggio a Sighet
- Estate 2008
- Dicembre 2008- avvio progetto SMOM
- Marzo 2009 - l'anno della crisi
- Testimonianze
Storia dei progetti per Sighet
Nella pagina che segue abbiamo raccolto le testimonianze visive dei nostri viaggi a Sighet. Il resconto è utile anche per evidenziare come ogni donazione, ogni centesimo raccolto, ogni capo di abbigliamento arrivi a destinazione. I nostri viaggi sono anche e soprattutto controlli sul buon esito dell'operato della onlus. Ma ogni fotografia è anche un pezzo di storia che abbiamo cercato di raccontare rivivendo le esperienze che il contatto con quest'umanità più sfortunata ci ha donato.
La Scoperta di Sighet
A luglio del 2004 Silvia, la Presidente di SOS Bambini, è stata come volontaria presso il Centro statale di Sighet, ancora in Romania ma al confine con l'Ucraina. Silvia si è stupita nel vedere come in mancanza di aiuto da "organizzazione occidentali", l'orfanotrofio di Sighet, come probabilmente molti altri, fosse totalmente abbandonato a sè stesso (bambini malnutriti, personale poco qualificato, carenza totale di assistenza specifica). Solo un esempio: ai bambini, appena svezzati, veniva offerta come colazione the con pane e margarina, in quanto erano sprovvisti di latte.
Il materiale inizia ad arrivare
Al suo arrivo a Milano, Silvia comincia a coinvolgere amici e colleghi per inviare aiuti al Centro. Finalmente i bambini ricevono latte in polvere, omogeneizzati, indumenti e giocattoli.
In occasione del Natale, grazie all'aiuto di molti amici, viene inviato ad ogni bambino un regalo tutto per lui, con tanto di pacchetto: per molti bimbi del Centro è stata la prima volta che Babbo Natale si ricordava di loro!
Le foto riportate in questa sezione documentano i momenti di gioia e di gioco di cui i bimbi di Sighet hanno potuto godere grazie all'invio del materiale spedito dall'Italia. Ognuno dei donatori saprà riconoscere il proprio regalo e potrà intravedere con soddisfazione la nuova vita che il suo dono sta acquistando nell'orfanotrofio di Sighet!
Aprile 2007 - dopo un anno di lavoro...
annotazioni dopo una delle visite a Sighet
Pochi giorni ma intensi, sia come quantità di cose da fare che come sentimenti, emozioni.
Da una parte sono contenta di scrollarmi di dosso lo squallore e la povertà di quei posti, che sembrano essere più sopportabili solo perché è primavera e sono giorni pieni di fiori e di luce.
Dall’altra, c’è il dispiacere, il dolore di lasciare, oltre che molti amici (con cui si resterà in contatto via email, ma non c’è la condivisione del quotidiano), tanti bambini cui purtroppo non riusciamo a regalare amore: solo giocattoli e un giardino…
Non vorrei essere strappalacrime, ma il bimbo che mentre partivo, non so come, ha fatto scivolare la sua mano nella mia, lo stesso che silenziosamente mi ritrovavo seduto vicino quando stavo nella stanza giochi con tutti i bambini del Centro d’urgenza, quel bambino senza nome (perché volutamente ho cercato di non affezionarmi a nessuno), continua a tornarmi in mente come simbolo di tanti bambini senza mamma e papà, anche quando mia figlia si addormenta accucciata vicino a me, come per riprendersi quei giorni in cui non ero con lei ma ero a Sighet.
E loro? I bambini di Sighet? Come dormiranno? Nei loro pigiami messi sopra ai vestiti? Nei loro lettini senza un peluche né una copertina di Linus per consolazione? Senza una coccola né una storia prima di addormentarsi? Non voglio essere strappalacrime, questa è semplicemente la realtà. La realtà di un posto dove a seconda del turno i bambini accolgono con calore o con timore il personale che arriva, a seconda che li tratti come se fossero dei figli in più o come dei bambini da sorvegliare che non si facciano male, ma mai da prendere in braccio, o ci fanno l’abitudine. Ma qual è l’abitudine più bella di chiedere e dare amore? Se non glielo si insegna da piccoli, cosa saranno da grandi?
Questo è un centro per l’infanzia dello Stato, il personale è impossibile licenziarlo, dice la Direttrice Viorica, che quotidianamente lotta contro problemi come l’ignoranza e l’indifferenza di un personale che prende i diploma necessari per corrispondenza, contro la burocrazia che la fa attendere mesi prima di autorizzarle l’acquisto di uno scaldabagno elettrico e intanto l’acqua calda è un miraggio, nemmeno fossimo nell’Africa nera! Contro i favoritismi, per cui il collega del centro per anziani di fianco ha di tutto, dai premi ai dipendenti, al pc con schermo piatto a ogni tipo di cibo e lei è costretta a elemosinargli lo zucchero quando finisce…Tutto perché il Direttore Generale proviene da un Centro Anziani, mentre dei bambini gli interessa poco…
Estate 2007
Il Personale del Centro recupera dalle attrezzature danneggiate il materiale necessario a mettere in piedi un rudimentale Parco Giochi. Siamo "oltre" il nostro obiettivo di bonifica dell'area verde: grazie a questo progetto abbiamo ottenuto il coinvolgimento di chi ci vive e ci lavora quotidianamente
Aprile 2008: Resoconto del viaggio a Sighet
Eccomi tornata da Sighet, una settimana fa ero appena arrivata…son contenta di essere qui nel calore della mia famiglia, allo stesso tempo sono contenta di aver fatto ancora una volta questa esperienza, ogni anno diversa.
In particolare questa volta eravamo un bel gruppo, tra nostri volontari venuti o per avviare nuovi progetti o semplicemente per finalmente vedere e rendersi conto di persona di cosa significa veramente vivere nel centro per l’infanzia di Sighet, Romania. Inoltre con noi c’erano tre volontari dell’associazione “Aiutiamoli a vivere”, venuti ad effettuare un sopralluogo in vista della realizzazione di un nostro progetto di ristrutturazione edilizia.
Il fatto di essere in otto e di essere tutti volontari, accumunati dalla voglia di fare qualcosa per gli altri, una volta tanto senza bisogno o necessità di mettersi in mostra o di competere, ha fatto sì che si creasse subito una bella intimità, spesso ironica e un po’ da bar, come per sdrammatizzare gli scenari che ci venivano presentati: bambini che nessuno vuole, personale che non ha voglia di far nulla, vicini che tirano pietre o cd dal quarto piano delle case antistanti sulla testa dei bambini che stanno giocando nel nostro parco giochi…ma anche momenti di grande concentrazione sui progetti e di condivisione generosa delle esperienze da parte di chi ha sulle spalle tanti anni di volontariato (molti più di noi, come gli amici di “Aiutiamoli a vivere”).
A Sighet cosa è cambiato rispetto a un anno fa? Be’, il paese è sempre il solito, case degli emigranti in costruzione, nuovi supermercati e negozi di seconda mano, sempre meno carretti e donne in costume, ma i bambini senza famiglia sono sempre lì, in un paese che nonostante l’ingresso nella Cee non ha ancora riaperto all’adozione internazionale, in una Sighet piena zeppa di bambini con disabilità psichiche grazie agli effetti dell’alcolismo e di ragazze madri di 15 anni, dove per avere un supporto psichiatrico bisogna fare, se ti va bene, 4 ore di auto per arrivare a Cluj. Ho proposto di far venire e pagare uno psicologo specializzato in disabilità, mi è stato risposto che nessuno vuol vivere a Sighet, troppo piccola (45.000 abitanti), troppo isolata (c’è un passo di montagna che d’inverno rende difficoltosa la viabilità), chi va a studiare a Cluj non torna indietro…
Arrivando al Centro quello che mi ha colpito è stato vedere il nostro muro non solo intatto ma colorato di mille disegni fatti dai bambini insieme ai volontari di un liceo artistico londinese, che hanno reso il muro non solo una difesa dai vandali, ma anche un pannello colorato e gioioso che invita ad entrare nel giardino e a giocare allegramente e tutto questo grazie ai nostri sforzi! La direttrice Viorica mi dice che ogni giorno, arrivando al Centro (ci si accede da dietro, dove c’è il giardino) butta un occhio e pensa a noi….
Chissà che bello quest’estate, quando arriveranno lo scivolo, le altalene e le altre attrezzature che stiamo comprando!!!
C’è anche la casetta dei conigli, uno grigio e uno bianco, i bambini ci vanno pazzi, sono spesso lì ad accarezzarli.
Poi entriamo e mi stupisce sempre la gioia e l’affettuosità di questi bimbi, nonostante siano senza genitori, non si arrendono e vengono da noi “pretendendo” coccole e attenzioni, ci danno baci, ridono sentendoci parlare in italiano…
Poi andiamo alla casa famiglia dei bambini con handicap grave e lì il sorriso ci si spegne sulle labbra, c’è il bimbo che si morde le mani fino a scarnificarle, chi si dondola sul divano, chi ci aggredisce con pugni, ci indicano la bimba che vive grazie ai nostri omogeneizzati perché ha lo stomaco rovinato perché ingoia qualsiasi oggetto le capiti a tiro, io come sempre mi paralizzo, mi tengo vigliaccamente in disparte, e penso a mo’ di giustificazione con me stessa: “be’ questa volta ho portato gli psicologi, finalmente si parte!”
Non ci vuol molto ai nostri volontari psicologi che lavorano nel campo ad inquadrare il problema: personale non qualificato ed insufficiente, nessuna assistenza specializzata, casi gravi e difficili. Loro sono rimasti qualche giorno in più per andare a fondo ai problemi e proporre soluzioni concrete e utili, di questo ne riparleremo.
Il giorno dopo andiamo in un liceo a parlare di volontariato: questo era un progetto a cui tenevo molto: perché non ci sono volontari locali, dico io? Bisogna iniziare a lavorare sul concetto di solidarietà con le nuove generazioni e così facciamo, gli spieghiamo cosa significa volontariato, ci ascoltano, un po’ intimiditi però ci fanno qualche domanda e Sergio, uno dei nostri vulcanici volontari improvvisa un invito al Centro per il giorno seguente: 20 ragazzi accettano e si presentano puntualmente accolti gioiosamente dai bambini. Morale, quest’ estate organizzeremo un po’ di formazione a questi volontari in erba che intratterranno i bambini con giochi e soprattutto impareranno quanto è gratificante fare volontariato.
Poi con i “colleghi” dell’altra associazione stiliamo un elenco dei lavori da fare e degli arredi da acquistare, 4 bagni, la moquette da sostituire con il parquet più pratico e igienico in molte stanze, armadi che mancano, letti e tavoli che cadono a pezzi, il conto sale, speriamo che ci liquidino il 5 per mille del 2006, i soldi raccolti a Natale sono già mentalmente spesi e non bastano…non importa, in qualche modo faremo, penso io, ce l’abbiamo fatta quando da zero dovevamo raccogliere 30.000 euro per costruire il nuovo muro…chi ci fa paura?
Sono così incosciente che mi concedo anche di immaginare oltre, nel 2009: di fianco al Centro c’è una casetta un po’ diroccata, ma bellissima ancora: Giacomo, l’architetto di “Aiutiamoli a vivere” che ha l’occhio clinico dice che se la sistemiamo diventa bellissima, ci parla della sua esperienza in Bielorussia sulla formazione professionale con l’obiettivo di insegnare un mestiere ai bambini che usciranno da questi istituti: taglio e cuci, parrucchiere, falegname, cuoca….Fisso l’edificio e sogno, già me lo immagino un negozio Sos Bambini pieno di attività al pubblico come sbocco di un percorso di apprendimento!
Anche il parco giochi me l’ero immaginato e ora è realtà, perciò continuo a sognare…
Ripartiamo dopo quattro giorni di intensa attività: le idee sono più chiare, i progetti hanno preso forma: la Direttrice si commuove alla nostra partenza, le dico per farla sorridere: “pensa l’anno prossimo quando torneremo, quante cose saranno ancora migliorate…” ci abbracciamo forte, io penso “per noi è facile, ce ne ritorniamo a casa, ma lei resta qui a lottare con la burocrazia, i pochi soldi, i suoi capi che quando lei fa presente le situazioni più estreme e chiede aiuto le rispondono che è lei la Responsabile!”
Meno male che esistono persone come lei!
Estate 2008
L'estate 2008 ha visto il realizzarsi di molti progetti avviati negli anni precedenti. Oltre alla messa in opera dei lavori di ristrutturazione di cui avete un esempio nelle foto qui sotto abbiamo avuto il piacere di vedere all'opera diversi volontari, tutti ottimamente formati ed efficaci sul campo. Le loro esperienze sono elencate di seguito... buona lettura.
Leggi la sintesi dei lavori di ristrutturazione effettuati.
Dicembre 2008- avvio progetto SMOM
In linea con la nostra strategia di collaborare il più possibile con altre onlus, dopo la partnership con Aiutiamoli a vivere ecco partita, durante le vacanze di Natale, una sinergia con SMOM, associazione di volontariato specializzata in cure dentarie (ma non solo) e presente in molti paesi del terzo mondo. Con l’invio a Sighet di un gruppo di volontari nel dicembre 2008 è stato avviato un progetto denominato “Ridiamogli un sorriso”che si articolerà nel 2009 con diversi interventi: invio di attrezzature e materiale, invio di volontari dentisti, formazione del personale locale sulla prevenzione e l’igiene dei denti e coinvolgerà i bambini del Centro per l’infanzia che noi seguiamo, ma anche i bambini seguiti da Padre Filippo degli “Amici di Sighet”, utilizzando uno spazio dove esiste già un rudimentale gabinetto dentistico, che va riqualificato, presso una casa di suore.
Relazione volontari qui.
Sito Aiutiamoli a vivere;
Sito SMOM.
Marzo 2009 - L'anno della crisi
Io e Stefania siamo appena tornate da Sighet e ho ancora negli occhi le innumerevoli case di legno con il pozzo in cortile e le galline che si incontrano durante l’interminabile viaggio dall’aeroporto di Cluj a Sighet, le case in costruzione dei rumeni che sono andati a lavorare in Italia o in Spagna, le cicogne sui pali della luce, primo segno di primavera…Ma nel mio cuore (e mi mancano già!) ci sono soprattutto i bambini di Sighet, quei bambini che ti accolgono festosi, che vogliono giocare, che, abituati a stare con tutti, non sono timidi, ma avidi di attenzioni e di coccole!
Al Centro d’urgenza, dove “stazionano” i bambini in attesa che il tribunale decida la loro sorte, mi colpisce un ragazzo di 15 anni, portato lì per sottrarlo al padre che lo picchiava, un ragazzino alto e magro, con lo sguardo dolce ed educato, mi spiega che non ha fratelli ed è felicissimo di stare in mezzo ad altri bambini più piccoli che fa giocare, forse per passare un po’ il tempo ma forse anche per riprendersi un pezzetto di infanzia negata..
Ci concentriamo subito sul progetto a cui stiamo lavorando da un anno: i bambini della casa famiglia Iuliu Maniu, quelli con le disabilità più gravi. L’impatto con la casa è tutta un’altra cosa rispetto a un anno fa (chi volesse rinfrescarsi le idee, legga il resoconto del 2008 poco più sopra): i bambini ci accolgono in modo più rilassato, non ci “assalgono”, segno che ci sono progressi nella loro socializzazione e che riescono a scaricare le loro energie stimolati appropriatamente, mentre prima, sempre piazzati davanti alla Tv, diventavano aggressivi. Anche gli ambienti sono più accoglienti: ci sono le loro foto sulle porte delle camere, giochi in giro, mentre l’anno scorso c’era uno squallore incredibile, a loro non venivano dati giochi, perché li distruggevano. Ora, forniti i giochi appropriati e utilizzati solo con la guida delle educatrici, la situazione è diversa. C’è anche il Computer regalato da Unicredit, i due gemelli Romulus e Remus fanno disegni con il mouse usando il programma apposito e sono eccitatissimi…Il cuore mi scoppia di gioia!!! Tutte le fatiche di un anno del nostro team sono ricompensate!!
Stefania analizza le schede di osservazione che aveva preparato nell’estate scorsa con Eva, la Responsabile della casa e noto che sono state compilate diligentemente e da esse Stefania ricava informazioni preziose sui progressi dei bambini e fornisce indicazioni su come proseguire. Noto anche con quanto impegno e attenzione Eva ascolta Stefania, segno che si è creato ormai un rapporto di fiducia, che le educatrici hanno potuto toccare con mano che i suggerimenti di Stefania sono di grande aiuto. Ho ammirazione per la nostra volontaria Psicologa, cascata di riccioli biondi, viso da bambina, ma grande esperienza e grande carisma! Lo scoglio da superare ora sono le diagnosi: se ci sono, spesso sono troppo vaghe, Stefania decide di far filmare alle educatrici i comportamenti salienti dei bambini, in modo da poter sottoporre a nostri esperti le terapie farmacologiche, corredate dagli ultimi esami del sangue. Un solo esempio: Dodo, 4 anni, ci appare intontito dagli psicofarmaci, la terapia non è stata rivista negli ultimi 12 mesi, Dodo in braccio sembra un burattino senza burattinaio!
Alla casa Stefan ci accolgono con calore, ci fanno vedere i nuovi mobili con orgoglio e riconoscenza. Alla casa Bradului c’è un’educatrice fissata con il ballo e ha trasmesso la sua passione a molte delle bambine: ci improvvisano uno spettacolino e ci confessano che il loro sogno è di fare un corso di danza!! Alla casa Axa, dove dall’estate estenderemo il progetto handicap, i ragazzi disabili ci offrono bellissimi cigni di carta e ci mostrano la ristrutturazione recente, l’unica fatta dallo stato rumeno, dopo cinque anni di attesa.
In ogni luogo troviamo i mobili fatti da Padre Filippo e le ristrutturazioni di Giacomo e dei volontari di Aiutiamoli a vivere, tutti lavori finanziati da noi e mi rendo conto che abbiamo fatto davvero tanto!!!
Qui la crisi si sente eccome! Nelle fabbriche si sta licenziando e la Direttrice Viorica a fine mese non ha più un soldo da spendere per i bambini…finisce il latte, la frutta non si vede quasi mai, i bambini non hanno più cuscini e mettono i vestiti nelle federe, mancano calze e mutande…il parabrezza del pulmino è tutto crepato e rischia di rompersi da un momento all’altro…Viorica si lamenta di aver segnalato la cosa più volte ai suoi capi, ma senza successo.
Vado a Baia Mare a comprare alla Metro un po’ di cose, ma intanto l’elenco delle necessità si allunga….
Il progetto di ristrutturazione della casetta attigua al Centro prende ulteriormente forma…Padre Filippo (che è il nostro prezioso punto di riferimento locale) e la Direttrice del Centro statale Viorica Zlati evidenziano nuove necessità, per cui lo spazio diventa un Centro multifunzionale costituito da una palestra riabilitativa per i bambini con handicap gravi, un laboratorio d’informatica e un laboratorio creativo per le ragazze madri e i ragazzi con handicap lievi. Questi ultimi alla maggiore età vengono messi fuori dalle case famiglie e rischiano di vivere allo sbando, bisogna prevedere per loro (e ne abbiamo già di sedicenni) una terapia occupazionale e un posto dove andare a dormire. Il laboratorio creativo, se ben impostato, potrebbe fornire prodotti tipo oggettistica che potrebbero essere venduti per autofinanziare il progetto.
Incontriamo lo psicologo che sta tenendo il corso alle educatrici e con lui mettiamo giù un progetto per l’estate, una cooperazione italo-rumena di volontari nostri esperti in disabilità e suoi studenti dell’ultimo anno, una sorta di task force per affiancare il personale ed intensificare e potenziare le attività con i bimbi disabili.
Contemporaneamente io e Padre Filippo cerchiamo contatti per chiedere finanziamenti alla Cee dalla Romania. Il quadro è abbastanza deprimente: c’è chi ti promette mari e monti e chi ti dice, ti do una mano ma non voglio responsabilità. Noi cerchiamo qualcuno in grado di presentare un progetto ma anche di gestire l’eventuale rendicontazione (all’Italia non è pensabile farlo)….ora attendiamo di sapere dall’università di Cluj se hanno loro agganci affidabili con qualche società specializzata in richieste fondi. Senza di ciò il progetto “Centro multifunzionale” non può partire, i costi sono troppo elevati.
Vado a vedere la stanza dove i dentisti di Smom svolgeranno il loro lavoro e trovo la nuova “poltrona” in attesa di essere installata. Qui sono tutti impazienti di iniziare, i bisogni sono tanti…
La mattina presto i bambini del Centro diurno dove alloggiamo, che arrivano alle 7.30, mi coinvolgono nei loro giochi: nascondino, 1,2,3 Stella! eccetera. Sono un po’ intontita dalla differenza di orario (per me sono le 5.30 del mattino) e dalla fatica di queste giornate intense, ma loro sono irresistibili e non posso deluderli!!
La Responsabile delle ragazze madri poi mi trascina di sopra per farmi vedere orgogliosa il suo vivaio di piantine da trapiantare nella serra: pomodori, peperoni, insalata, cipolle, melanzane già me le immagino per quest’estate!
Ecco che arriva Sanda, la nostra giovane interprete con il suo sorriso e la sua pazienza. Qualche volta confessa che le sembra di uscire matta, quando sia io che Stefania partiamo a parlare di due cose diverse e lei non sa chi tradurre!!! Ma sorride sempre e non si lamenta mai!
Sei giorni sono volati, ma questa volta sarò di nuovo lì a fine maggio, per un concerto di solidarietà che un’altra associazione sta organizzando, perciò, cari bambini, a prestissimo!!!
Silvia Scialpi
Testimonianze
Meno male che i bilanci si fanno alla fine; La Casa di strada iuliu maniu; Relazione di marcella;
Relazione di Patrizia; Relazione di Valeria; Appunti di viaggio di un infiltrato.
Leggi la relazione che i dentisti volontari SMOM ci hanno mandato alla fine del 2009.
I ringraziamenti della direttrice dell'orfanotrofio Viorica Zlati e i suoi auguri per un bellissimo 2010.