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Il Centro ospita ragazze madri che chiedono aiuto per diversi motivi: spesso sono molto giovani, la famiglia non può o non vuole mantenerle, il padre del bimbo si dilegua o le maltratta.
La permanenza massima presso il Centro è di un anno, dopo la quale l'istituzione aiuta la madre a trovare un alloggio e un lavoro (se non l'ha già fatto durante l'anno di permanenza, per motivi particolari) e un'assistente sociale fa loro visita per i successivi due anni ogni mese per verificare la situazione.
Non è facile per queste donne (che in genere sono giovanissime, magari con due bimbi piccoli) tirare avanti da sole, sia psicologicamente che economicamente. Spesso non sono qualificate professionalmente e trovano lavori come operaie o lavapiatti con salari molto bassi, devono ammobiliarsi un appartamento e pagare l'affitto.
Per questo Sos Bambini sostiene a distanza le situazioni più difficili che ci vengono segnalate, contribuendo, a seconda della situazione, all'acquisto del mobilio, al pagamento di una parte del canone di affitto o all'assegnazione di una borsa di studio per permettere alla mamma interessata, di imparare un mestiere che le garantisca un futuro migliore (v. sostegno a distanza). |
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I bimbi ospitati dal ‘ Centro d'urgenza' , a seconda delle situazioni, stazionano in questo luogo pochi mesi, in attesa di essere assegnati o a famiglie private, in una sorta di affido a pagamento oppure inviati alle ‘case famiglia', ma è abbastanza frequente che restino anche uno o due anni in Istituto.
Gli arrivi e le partenze, perciò, sono all'ordine del giorno. Ci sono maschietti e femminucce dai due ai quattro anni (ma anche più grandi, fino a circa 12/14 anni), abbandonati o sottratti alle loro famiglie per ragioni varie. Sono bambini apparentemente normali, come i nostri, con il loro carattere e le malattie tipiche dell'età…ma se si osserva meglio, quello che manca in loro è la gioia e la spensieratezza dell'infanzia e, mentre alcuni manifestano una sete di coccole pressoché insaziabile, altri si dimostrano stupiti o intimoriti se li si accarezza e li si ninna.
Ci sono fratelli e sorelle arrivati “in blocco”, dall'età dell'adolescenza a quelli in tenera età, le famiglie non riescono a mantenerli o hanno problemi di alcoolismo: sembrano avvantaggiati, rispetto agli altri, perché si fanno forza l'un con l'altro ma il loro destino è o di essere separati per essere inviati a famiglie di privati oppure, pur di stare insieme, di crescere in una ‘casa famiglia', che, sarà meglio dell'Istituto, ma non è altro che un istituto in miniatura! |
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L' asilo per bimbi di famiglie indigenti apre alle 7 del mattino e chiude alle 18. I bambini pranzano e fanno il sonnellino presso l'asilo, giocano e imparano a disegnare. Molti di loro, la mattina, arrivano all'asilo dopo aver camminato tre quarti d'ora a piedi (d'inverno, al buio e camminando nella neve) fanno colazione con thè e pane e margarina (il latte c'è raramente e la marmellata c'è quando arriva dall'Italia). |
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Le ‘ case famiglia' seguite dalla struttura centrale (costituita dal centro ragazze madri, centro d'urgenza e asilo), sono villette con un piccolo giardino, organizzate come un appartamento, con cucina, bagno e stanze da letto a 4 o 6 letti, per ricostituire il più possibile l'atmosfera famigliare.
Ogni casa famiglia ha 12 bambini e due educatrici. Attualmente ce ne sono 5: tre con bambini con handicap psichici, che vi restano fino alla maggiore età e due con bambini normali, provenienti dal ‘Centro d'urgenza'.
Quelle con più problemi sono le ‘case famiglia' con bambini portatori di handicap, perché a Sighet non esiste un ambulatorio che segua i problemi psichici e c'è un'ora e mezza di viaggio per raggiungere il più vicino. Inoltre, il personale è esclusivamente femminile (è difficile trovarlo maschile, perché si tratta di un lavoro poco pagato) e spesso è un problema per loro far fronte, fisicamente a comportamenti aggressivi o autolesionisti di alcuni ragazzi adolescenti.
Inoltre, in queste ‘case famiglia' non esistono giochi, perché i ragazzi portatori di handicap psichici li mangiano o li distruggono. Nostra intenzione è di inviare giochi adatti ai loro problemi e per alcuni, dove è possibile, anche insegnar loro a fare piccoli lavori che li tengano occupati durante il lungo inverno e magari possa far guadagnare loro qualche spicciolo. |
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